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Research Note
Study type: Systematic review / meta-analysisConclusion type: Evidence synthesis

Fasting and ketogenic regimens in oncology: findings from a systematic review

A recent systematic review examined guideline‑based nutrition alongside experimental metabolic diets—including fasting‑related protocols and ketogenic diets—in cancer patients. The authors found that while some trials report improvements in metabolic, hematologic, quality‑of‑life, or pathological markers, no reproducible survival advantage has been demonstrated. The review emphasizes that these regimens remain experimental adjuncts rather than curative therapies.

Study and findings

The review integrated international and national oncology nutrition guidelines with clinical evidence on several metabolic interventions: fasting, fasting‑mimicking diets, time‑restricted eating, intermittent fasting, Ramadan fasting, and ketogenic diets. Priority was given to randomized and prospective trials, systematic reviews, and selected mechanistic studies. Across the included studies, fasting‑related regimens and ketogenic diets were associated with favorable changes in metabolic parameters, hematologic indices, patient‑reported quality of life, and, in some cases, pathological response. However, the authors note that none of the trials provided consistent evidence of a survival benefit.

Clinical interpretation

Guidelines continue to recommend early nutritional screening and stepwise support, discouraging restrictive diets unless they are part of an evidence‑based protocol. The observed metabolic and quality‑of‑life improvements suggest that, for carefully selected patients, fasting‑related or ketogenic interventions may serve as adjuncts to standard care, potentially mitigating treatment‑related toxicity or cachexia. Nevertheless, because survival outcomes remain unproven, these approaches should be framed within a biomarker‑driven, cachexia‑aware context rather than as standalone therapies.

Limitations and open questions

The evidence base is limited by heterogeneity in diet protocols, patient populations, and outcome measures, making direct comparisons difficult. Many studies are small, lack long‑term follow‑up, or focus on surrogate endpoints rather than overall survival. Consequently, the review cannot determine which subgroups might derive the greatest benefit, nor can it establish optimal timing, duration, or composition of the metabolic interventions. Future randomized trials with standardized protocols and robust survival endpoints are needed to clarify the therapeutic role of these diets.

Source

Source: Abbasi N. Metabolic Diets and Fasting in Oncology: Integrating Guideline-Based Nutrition, Nutrition Assessments and Biomarker-Driven Clinical Pathology. Crit Rev Oncol Hematol. 2026;2026:105669. PMID 42926076.

Nota di ricerca
Tipo di ricerca: Revisione sistematica / meta-analisiTipo di conclusione: Sintesi di evidenza

Diete di digiuno e chetogeniche in oncologia: risultati da una revisione sistematica

Una recente revisione sistematica ha valutato la nutrizione basata su linee guida insieme a diete metaboliche sperimentali, tra cui protocolli di digiuno e diete chetogeniche, nei pazienti oncologici. Gli autori hanno osservato che, sebbene alcuni studi riportino miglioramenti di marcatori metabolici, ematologici, della qualità della vita o patologici, non è stato dimostrato alcun beneficio di sopravvivenza riproducibile. La revisione sottolinea che tali regimi rimangono ausiliari sperimentali, non terapie curative.

Studio e risultati

La revisione ha integrato le linee guida internazionali e nazionali di nutrizione oncologica con evidenze cliniche su diverse interventi metabolici: digiuno, diete che imitano il digiuno, alimentazione a tempo limitato, digiuno intermittente, digiuno durante il Ramadan e diete chetogeniche. Sono stati privilegiati studi randomizzati e prospettici, revisioni sistematiche e studi meccanistici selezionati. Nei trial inclusi, i regimi basati sul digiuno e le diete chetogeniche sono stati associati a miglioramenti di parametri metabolici, indici ematologici, qualità della vita riferita dal paziente e, in alcuni casi, della risposta patologica. Tuttavia, gli autori sottolineano che nessuno di questi studi ha fornito prove coerenti di un beneficio sulla sopravvivenza.

Interpretazione clinica

Le linee guida continuano a raccomandare lo screening nutrizionale precoce e un supporto nutrizionale graduale, sconsigliando diete restrittive se non inserite in protocolli basati su evidenze. I miglioramenti metabolici e della qualità della vita osservati suggeriscono che, in pazienti selezionati con cura, i regimi di digiuno o chetogenici possano fungere da ausiliari alla terapia standard, potenzialmente riducendo tossicità del trattamento o la sarcopenia. Poiché i risultati di sopravvivenza non sono provati, tali approcci dovrebbero essere inseriti in un contesto guidato da biomarcatori e consapevole della cachexia, non come terapie autonome.

Limiti e questioni aperte

La base di evidenza è limitata da eterogeneità nei protocolli dietetici, nelle popolazioni di pazienti e nelle misure di esito, rendendo difficili i confronti diretti. Molti studi sono di piccola dimensione, mancano di follow‑up a lungo termine o si concentrano su endpoint surrogati anziché sulla sopravvivenza globale. Di conseguenza, la revisione non può identificare quali sottogruppi possano trarre il massimo beneficio né stabilire tempi, durata o composizione ottimali degli interventi metabolici. Sono necessari futuri trial randomizzati con protocolli standardizzati e endpoint di sopravvivenza robusti per chiarire il ruolo terapeutico di queste diete.

Fonte

Fonte: Abbasi N. Metabolic Diets and Fasting in Oncology: Integrating Guideline-Based Nutrition, Nutrition Assessments and Biomarker-Driven Clinical Pathology. Crit Rev Oncol Hematol. 2026;2026:105669. PMID 42926076.

PubMed DOI