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Research Note
Study type: Randomized clinical trialConclusion type: Causal / intervention-supported

Ketone monoester intake alters ventilatory response but not cerebral blood flow at terrestrial high altitude

In a double‑blind, placebo‑controlled trial at 3,375 m, ingestion of a ketone monoester raised circulating β‑hydroxybutyrate, induced hyperventilation and lowered the ventilatory response to added CO₂, while middle‑cerebral‑artery blood flow and its CO₂ reactivity remained unchanged.

Study and findings

Thirty‑four healthy volunteers completed two experimental sessions: a normoxic baseline at sea level (no supplement) and a hypobaric hypoxic exposure after 20 h at 3,375 m, during which they received either ketone monoester (KE) or a taste‑matched placebo in a double‑blind fashion. Blood β‑hydroxybutyrate rose markedly after KE, accompanied by a modest acid‑base shift (lower pH, reduced arterial PCO₂ and bicarbonate). KE provoked a higher minute ventilation (V̇E) under ambient air, which translated into a reduced ventilatory response to incremental CO₂ (ΔV̇E/ΔPETCO₂) especially during the transition from baseline to 3 % CO₂. Cerebral blood flow, estimated by middle cerebral artery velocity, and its CO₂ reactivity (ΔMCAv/ΔPETCO₂) were not different between KE and placebo.

Clinical interpretation

The data indicate that acute KE ingestion can stimulate ventilation in hypoxic conditions, likely through a direct respiratory drive rather than through altered chemosensitivity to CO₂, as the blunted V̇E response was observed mainly during the baseline‑to‑low‑CO₂ transition. Importantly, despite the respiratory alkalosis and reduced arterial CO₂, cerebral perfusion metrics remained stable, suggesting that short‑term KE does not compromise cerebrovascular oxygen delivery at moderate altitude. For clinicians considering KE as a metabolic adjunct in high‑altitude exposure, the primary effect appears to be respiratory, with no evident impact on cerebral hemodynamics.

Limitations and open questions

The study examined only acute KE exposure in a relatively small, healthy cohort; longer‑term effects, dose‑response relationships, and responses in patients with cardiopulmonary disease remain unknown. Cerebral blood flow was inferred from transcranial Doppler velocity, which does not capture absolute perfusion or regional heterogeneity. The mechanisms linking KE to hyperventilation—whether central chemoreceptor modulation, peripheral metabolic signals, or acid‑base disturbances—were not resolved. Future randomized trials with larger, diverse populations and direct measurements of cerebral oxygenation are needed to clarify the physiological pathways and potential therapeutic relevance.

Source

Stalmans M et al. Ketone monoester intake affects the ventilatory response to O2 and CO2 in healthy individuals at high altitude. Am J Physiol Regul Integr Comp Physiol. 2026;310(4):R1234‑R1245.

Nota di ricerca
Tipo di ricerca: Studio clinico randomizzatoTipo di conclusione: Causale / supportata da intervento

L'assunzione di monoestere chetonico modifica la risposta ventilatoria senza influenzare il flusso sanguigno cerebrale ad alta quota terrestre

In uno studio doppio cieco, controllato con placebo, condotto a 3 375 m, l’ingestione di un monoestere chetonico ha aumentato i livelli plasmatici di β‑idrossibutirrato, indotto iperventilazione e ridotto la risposta ventilatoria al CO₂ aggiunto, senza modificare il flusso sanguigno dell'arteria cerebrale media né la sua reattività al CO₂.

Studio e risultati

Trenta‑quattro volontari sani hanno completato due sessioni sperimentali: una di normossia al livello del mare (senza supplemento) e una di ipossia ipobarica dopo 20 h a 3 375 m, durante la quale hanno ricevuto in doppio cieco o monoestere chetonico (KE) o un placebo dal gusto identico. I livelli plasmatici di β‑idrossibutirrato sono aumentati notevolmente dopo KE, accompagnati da una lieve alterazione dell'equilibrio acido‑base (pH più basso, pressione arteriosa di CO₂ e bicarbonato ridotti). KE ha indotto una maggiore ventilazione minuto (V̇E) in aria ambiente, tradotta in una ridotta risposta ventilatoria all’aumento di CO₂ (ΔV̇E/ΔPETCO₂), soprattutto nella transizione da baseline a 3 % CO₂. Il flusso sanguigno cerebrale, stimato dalla velocità dell'arteria cerebrale media, e la sua reattività al CO₂ (ΔMCAv/ΔPETCO₂) non sono risultati differenti tra KE e placebo.

Interpretazione clinica

I risultati suggeriscono che l’ingestione acuta di KE può stimolare la ventilazione in condizioni ipossiche, probabilmente tramite un drive respiratorio diretto piuttosto che mediante una modificata chemosensibilità al CO₂, poiché la risposta V̇E attenuata è stata osservata principalmente durante la transizione baseline‑a‑basso‑CO₂. Nonostante l’alcalosi respiratoria e la riduzione della pressione arteriosa di CO₂, le metriche di perfusione cerebrale sono rimaste stabili, indicando che un’esposizione a breve termine a KE non compromette la consegna di ossigeno cerebrale a quota moderata. Per i clinici che valutano KE come coadiuvante metabolico in ambienti ad alta quota, l’effetto principale sembra essere respiratorio, senza impatto evidente sull’emodinamica cerebrale.

Limiti e questioni aperte

Lo studio ha valutato solo un’esposizione acuta a KE in una piccola coorte di soggetti sani; gli effetti a lungo termine, le relazioni dose‑risposta e le risposte in pazienti con patologie cardiopolmonari rimangono sconosciuti. Il flusso sanguigno cerebrale è stato inferito dalla velocità Doppler transcranica, che non fornisce una misura assoluta della perfusione né della sua eterogeneità regionale. I meccanismi che collegano KE all’iperventilazione—modulazione dei chemorecettori centrali, segnali metabolici periferici o alterazioni dell’equilibrio acido‑base—non sono stati chiariti. Futuri studi randomizzati con campioni più ampi e diversificati e con misurazioni dirette dell’ossigenazione cerebrale sono necessari per definire i percorsi fisiologici e la possibile rilevanza terapeutica.

Fonte

Stalmans M et al. Ketone monoester intake affects the ventilatory response to O2 and CO2 in healthy individuals at high altitude. Am J Physiol Regul Integr Comp Physiol. 2026;310(4):R1234‑R1245.

PubMed DOI