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Ketogenic low‑carbohydrate diet attenuates hippocampal dysfunction in high‑fat‑fed rats

Research Note
Study designPreclinical / mechanistic
Population / speciesRat
Evidence statusNo clinical efficacy evidence

In a rat model of diet‑induced obesity, switching from a high‑fat diet to a low‑carbohydrate ketogenic diet reduced metabolic derangements, neuroinflammation and oxidative stress, and improved memory performance more than a low‑carbohydrate non‑ketogenic diet.

Study and findings

Male Sprague‑Dawley rats were fed a standard chow for 16 weeks (control) or a high‑fat diet (HFD) for 8 weeks followed by one of four 8‑week interventions: continuation of HFD, normal chow, a high‑carbohydrate diet (HCD), a low‑carbohydrate diet (LCD) or a low‑carbohydrate ketogenic diet (LCKD). The HFD and HFD + HCD groups displayed higher final body weight, insulin resistance (HOMA‑IR), fasting glucose, insulin, free fatty acids, triglycerides and total cholesterol. In the hippocampus, these groups showed elevated mRNA and nuclear levels of pro‑inflammatory mediators (TNF‑α, IL‑6, NF‑κB), oxidative marker malondialdehyde, and acetylcholinesterase, together with reduced acetylcholine, glutathione, superoxide dismutase and Nrf2 (nuclear factor erythroid 2‑related factor 2) expression. Histology revealed severe dentate gyrus degeneration, especially after HCD. Both LCD and LCKD mitigated the metabolic, inflammatory, oxidative and structural abnormalities and improved performance on a memory test. Notably, only the LCKD increased hippocampal Nrf2 mRNA and nuclear translocation, indicating activation of an antioxidant‑anti‑inflammatory pathway.

Clinical interpretation

The data suggest that, in the context of diet‑induced obesity, a low‑carbohydrate ketogenic regimen can reverse several hallmarks of hippocampal injury that are linked to cognitive decline. The observed normalization of insulin resistance and lipid profiles aligns with the metabolic improvements required for neuronal health. Activation of Nrf2 by the ketogenic diet provides a mechanistic clue: enhancing endogenous antioxidant defenses may underlie the superior protection of dentate gyrus architecture and memory function compared with a non‑ketogenic low‑carbohydrate diet. While the study is pre‑clinical, the findings support the hypothesis that ketogenic modulation of inflammation and oxidative stress could be a therapeutic avenue for obesity‑related cognitive impairment.

Limitations and open questions

The experiment was limited to male rats and a single obesity model; sex differences and other models of metabolic dysfunction remain untested. The dietary interventions were relatively short (8 weeks) and did not assess long‑term sustainability or potential adverse effects of sustained ketosis. Because the study measured mRNA and protein markers at a single time point, the temporal sequence of metabolic versus neuroprotective changes cannot be resolved. Translating these results to humans will require clinical trials that examine whether ketogenic low‑carbohydrate diets can similarly activate hippocampal Nrf2 pathways and improve cognition in obese individuals.

Source

Jawharji MT, Alshammari GM, Binobead MA, Saleh A, Al-Harbi LN, Yahya MA. Ketogenic diet reverses obesity-associated hippocampal dysfunction and cognitive impairment in rats: a dietary comparison study. Nutr Neurosci. 2026:1-19. doi: 10.1080/1028415x.2026.2734187. PMID: 42775478.

Nota di ricerca
Disegno dello studioPreclinico / meccanicistico
Popolazione / specieRatto
Stato dell’evidenzaNessuna evidenza di efficacia clinica

In un modello di ratto con obesità indotta da dieta ad alto contenuto di grassi, il passaggio a una dieta chetogenica a basso contenuto di carboidrati ha ridotto le alterazioni metaboliche, l’infiammazione neurogenica e lo stress ossidativo, migliorando le prestazioni mnemoniche più della dieta a basso contenuto di carboidrati non chetogenica.

Studio e risultati

Ratti maschi Sprague‑Dawley sono stati alimentati con mangime standard per 16 settimane (controllo) o con una dieta ad alto contenuto di grassi (HFD) per 8 settimane, seguiti da uno dei quattro interventi di 8 settimane: continuazione dell'HFD, mangime normale, una dieta ad alto contenuto di carboidrati (HCD), una dieta a basso contenuto di carboidrati (LCD) o una dieta chetogenica a basso contenuto di carboidrati (LCKD). I gruppi HFD e HFD + HCD hanno mostrato peso corporeo finale più elevato, resistenza all’insulina (HOMA‑IR), glucosio a digiuno, insulina, acidi grassi liberi, trigliceridi e colesterolo totale aumentati. Nell’ippocampo, questi gruppi presentavano mRNA e livelli nucleari aumentati di mediatori pro‑infiammatori (TNF‑α, IL‑6, NF‑κB), malondialdeide (marcatore ossidativo) e acetilcolinesterasi, con riduzione di acetilcolina, glutatione, superossido dismutasi e espressione di Nrf2 (fattore eritroide 2‑relativo 2). L’istologia ha evidenziato una grave degenerazione del giro dentato, più marcata dopo l’HCD. Sia LCD che LCKD hanno attenuato le anomalie metaboliche, infiammatorie, ossidative e strutturali e hanno migliorato le prestazioni in un test di memoria. Solo la LCKD ha aumentato il mRNA e la traslocazione nucleare di Nrf2, indicando l’attivazione di un asse antiossidante‑anti‑infiammatorio.

Interpretazione clinica

I risultati suggeriscono che, in presenza di obesità indotta da dieta, una dieta chetogenica a basso contenuto di carboidrati può invertire diversi segni di danno ippocampale associati al declino cognitivo. La normalizzazione della resistenza all’insulina e dei profili lipidici è coerente con le migliorie metaboliche necessarie per la salute neuronale. L’attivazione di Nrf2 da parte della dieta chetogenica fornisce una possibile spiegazione meccanistica: il potenziamento delle difese antiossidanti endogene potrebbe spiegare la protezione superiore dell’architettura del giro dentato e della funzione mnemonica rispetto a una dieta a basso contenuto di carboidrati non chetogenica. Sebbene si tratti di uno studio pre‑clinico, i dati supportano l’ipotesi che la modulazione chetogenica dell’infiammazione e dello stress ossidativo possa rappresentare una strategia terapeutica per l’impairment cognitivo legato all’obesità.

Limiti e questioni aperte

Lo studio è stato condotto esclusivamente su ratti maschi e su un unico modello di obesità; le differenze di sesso e altri modelli di disfunzione metabolica non sono stati valutati. Gli interventi dietetici sono stati relativamente brevi (8 settimane) e non è stato esaminato l’effetto a lungo termine o eventuali effetti avversi della chetosi prolungata. Poiché i marcatori metabolici e neuroprotettivi sono stati misurati in un unico momento, non è possibile stabilire la sequenza temporale delle modifiche. La traduzione dei risultati all’uomo richiederà studi clinici che verifichino se le diete chetogeniche a basso contenuto di carboidrati possano attivare in modo analogo le vie Nrf2 ippocampali e migliorare la cognizione in soggetti obesi.

Fonte

Jawharji MT, Alshammari GM, Binobead MA, Saleh A, Al-Harbi LN, Yahya MA. Ketogenic diet reverses obesity-associated hippocampal dysfunction and cognitive impairment in rats: a dietary comparison study. Nutr Neurosci. 2026:1-19. doi: 10.1080/1028415x.2026.2734187. PMID: 42775478.

PubMed DOI