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Enteral Ketogenic Diet in an Infant with Miller‑Dieker Syndrome and Drug‑Resistant Epilepsy

Research Analysis
Study designCase report / case series
Population / speciesHuman · infants
Evidence statusHypothesis-generating

A single‑case report describes the initiation of a low‑ratio (1.25:1) enteral ketogenic diet via post‑pyloric feeding and later jejunal tube in an infant with Miller‑Dieker syndrome, severe feeding intolerance, and refractory seizures. Seizure freedom was maintained until death from an unrelated surgical complication, and nutritional status improved.

Study and findings

The authors report a male infant with genetically confirmed Miller‑Dieker syndrome who experienced early‑onset, drug‑resistant epilepsy despite maximal doses of valproate, levetiracetam and vigabatrin. Feeding was limited by oropharyngeal dysphagia, gastro‑esophageal reflux and recurrent aspiration pneumonia, leading to exclusive enteral nutrition. After multidisciplinary discussion, a commercially available ketogenic formula was introduced via post‑pyloric tube and later through a percutaneous endoscopic jejunostomy. The formula was set to a ketogenic ratio of 1.25:1 (fat : protein + carbohydrate). Biochemical monitoring confirmed ketosis without metabolic adverse events. Following diet initiation, seizure frequency dropped to zero and remained absent until the child died at two years of age from an intestinal volvulus unrelated to the neurological condition. Weight and length measurements showed progressive gain, moving the child from below the 3rd percentile toward the 10th percentile for weight.

Clinical interpretation

This observation suggests that a low‑ratio enteral ketogenic diet can be tolerated in infants with severe neurodevelopmental impairment who require jejunal feeding, and that it may achieve seizure control comparable to that reported with classic ketogenic protocols in other epileptic encephalopathies. The improvement in growth parameters indicates that the diet also provided adequate caloric and protein support, addressing the profound feeding difficulties typical of Miller‑Dieker syndrome. Because the diet was administered with palliative intent, the primary clinical goal was reduction of seizure burden and stabilization of nutritional status rather than long‑term disease modification.

Limitations and open questions

The report is limited to a single patient without a control period, precluding any inference of causality between the ketogenic diet and seizure freedom. The low ketogenic ratio differs from the traditional 3:1 or 4:1 ratios, so the minimal effective ratio for this population remains undefined. Long‑term safety, especially regarding lipid metabolism and growth, cannot be assessed from this case. Future prospective studies or registries of children with Miller‑Dieker syndrome receiving enteral ketogenic therapy are needed to determine optimal macronutrient targets, durability of seizure control, and impact on quality of life.

Source

Michela P, Matteo P, Pasqua P, Paola R, Silvana G, Monica F. Managing Drug-Resistant Epilepsy and Severe Feeding Difficulties in Miller-Dieker Syndrome: The Role of Enteral Ketogenic Diet. Case Rep Pediatr. 2026;2026:8660691. doi: 10.1155/crpe/8660691. PMID: 42763564.

Analisi di ricerca
Disegno dello studioCase report / case series
Popolazione / specieUmano · lattanti
Stato dell’evidenzaGenerazione di ipotesi

Un caso clinico descrive l’avvio di una dieta chetogenica a basso rapporto (1,25:1) somministrata per via enterale post‑pilorica e successivamente tramite tubo jejunale in un neonato con sindrome di Miller‑Dieker, grave intolleranza alimentare e crisi epilettiche refrattarie. La libertà da crisi è stata mantenuta fino al decesso per una complicanza chirurgica non correlata, con miglioramento dello stato nutrizionale.

Studio e risultati

Gli autori descrivono un neonato maschio con diagnosi genetica di sindrome di Miller‑Dieker, affetto da epilessia precoce e farmacoresistente nonostante dosi massime di valproato, levetiracetam e vigabatrin. L’alimentazione era compromessa da disfagia orofaringea, reflusso gastro‑esofageo e polmonite da aspirazione ricorrente, con conseguente necessità di nutrizione enterale esclusiva. Dopo una discussione multidisciplinare, è stata introdotta una formula chetogenica commerciale tramite tubo post‑pilorico, successivamente tramite gastrostomia endoscopica con estensione jejunale. La formula è stata impostata a rapporto chetogenico 1,25:1 (grassi : proteine + carboidrati). Il monitoraggio biochimico ha confermato la chetosi senza eventi metabolici avversi. Dopo l’avvio della dieta, la frequenza delle crisi è scesa a zero e si è mantenuta così fino al decesso del bambino a due anni per volvo intestinale, evento non correlato alla condizione neurologica. Le misurazioni di peso e lunghezza hanno mostrato un progressivo aumento, spostando il bambino dal <3° percentile verso il 10° percentile di peso.

Interpretazione clinica

L’osservazione suggerisce che una dieta chetogenica a basso rapporto somministrata per via enterale può essere tollerata in neonati con grave compromissione neuro‑sviluppamentale che richiedono alimentazione jejunale, e che può ottenere un controllo delle crisi comparabile a quello riportato con protocolli chetogenici classici in altre encefalopatie epilettiche. Il miglioramento dei parametri di crescita indica che la dieta ha fornito un apporto calorico e proteico adeguato, affrontando le gravi difficoltà alimentari tipiche della sindrome di Miller‑Dieker. Poiché la dieta è stata proposta con intento palliativo, l’obiettivo clinico principale era la riduzione del carico convulsivo e la stabilizzazione nutrizionale, più che la modifica a lungo termine della malattia.

Limiti e questioni aperte

Il caso è limitato a un singolo paziente senza periodo di controllo, il che impedisce di stabilire una causalità tra la dieta chetogenica e la libertà da crisi. Il rapporto chetogenico basso (1,25:1) differisce dai tradizionali 3:1 o 4:1, quindi il rapporto minimo efficace per questa popolazione rimane indefinito. La sicurezza a lungo termine, in particolare per quanto riguarda il metabolismo lipidico e la crescita, non può essere valutata da questo caso. Sono necessari studi prospettici o registri di bambini con sindrome di Miller‑Dieker trattati con terapia chetogenica enterale per definire gli obiettivi macronutrizionali ottimali, la durata del controllo convulsivo e l’impatto sulla qualità della vita.

Fonte

Michela P, Matteo P, Pasqua P, Paola R, Silvana G, Monica F. Managing Drug-Resistant Epilepsy and Severe Feeding Difficulties in Miller-Dieker Syndrome: The Role of Enteral Ketogenic Diet. Case Rep Pediatr. 2026;2026:8660691. doi: 10.1155/crpe/8660691. PMID: 42763564.

PubMed DOI