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Effectiveness and tolerability of ketogenic diet therapy in children with early‑onset genetic developmental and epileptic encephalopathy

Research Note
Study designObservational human study
Population / speciesHuman · infants
Evidence statusObservational clinical evidence

In a retrospective cohort of 90 infants with genetically confirmed developmental and epileptic encephalopathy (DEE) whose seizures began before two years of age, ketogenic diet therapy (KDT) achieved seizure freedom in one‑third of the children. Earlier start of the diet and variants in non‑ion‑channel genes were linked to better outcomes, while the lipid‑to‑non‑lipid ratio did not differ between seizure‑free and uncontrolled groups. Adverse events were common but mostly gastrointestinal and rarely led to discontinuation.

Study and findings

The authors retrospectively reviewed records of 117 children with DEE who began KDT between 2016 and 2023 at four Chinese pediatric hospitals; 90 met inclusion criteria. Median age at seizure onset was 2 months and the median interval to KDT start was 8 months. Genetic testing identified 30 causative genes, most frequently ion‑channel genes (54%). After a median follow‑up, 31 children (34%) became seizure‑free for at least six months (Grade 1), 19 (21%) achieved 75–<100% reduction (Grade 2), 13 (14%) 50–<75% reduction (Grade 3), and 27 (30%) <50% reduction (Grade 4). Overall, 50 children (56%) were classified as significantly effective (Grades 1 + 2). Children who attained seizure freedom had a shorter latency to diet initiation (median 6 months vs 10 months in the uncontrolled group) and were more likely to carry non‑ion‑channel gene variants (61% vs 37%). The maintenance lipid‑to‑non‑lipid ratio did not differ between seizure‑free and uncontrolled groups (2.2 ± 0.7 vs 2.5 ± 0.7). Adverse events occurred in 66% of participants, chiefly gastrointestinal symptoms; 14% discontinued KDT because of adverse reactions.

Clinical interpretation

These data suggest that KDT can produce clinically meaningful seizure reduction in a substantial proportion of infants with genetic DEE, especially when introduced early after seizure onset. The lack of association between higher lipid‑to‑non‑lipid ratios and seizure freedom indicates that maximal ketosis is not a prerequisite for efficacy in this population. The higher response among children with non‑ion‑channel gene variants (e.g., STXBP1) aligns with the notion that metabolic modulation may be more effective when the underlying pathophysiology is not directly related to channel dysfunction. Gastrointestinal discomfort is the most frequent side effect, but most children remain on therapy, implying that a standardized, gradual titration of the ketogenic regimen can mitigate intolerance.

Limitations and open questions

The retrospective design limits causal inference; unmeasured confounders such as concurrent antiepileptic drugs or variations in diet implementation could influence outcomes. The sample size for individual gene sub‑analyses is small, preventing firm conclusions about genotype‑specific responsiveness. Long‑term neurodevelopmental outcomes were not reported, leaving uncertainty about whether seizure control translates into functional benefit. Future prospective, controlled trials with standardized KDT protocols and systematic follow‑up of developmental milestones are needed to clarify optimal timing, lipid ratios, and genotype‑guided indications.

Source

Song TY, Deng J, Chen CH, Wang XH, Tian XJ, Wu ML, et al. [Effectiveness and tolerability of ketogenic diet therapy in children with genetic developmental and epileptic encephalopathy onset within 2 years of age]. Zhonghua Er Ke Za Zhi. 2026;64(10):1130-1136. doi: 10.3760/cma.j.cn112140-20260601-00420. PMID: 42742013.

Nota di ricerca
Disegno dello studioStudio osservazionale umano
Popolazione / specieUmano · lattanti
Stato dell’evidenzaEvidenza clinica osservazionale

In una coorte retrospettiva di 90 neonati con encefalopatia epilettica dello sviluppo (DEE) confermata geneticamente, il cui esordio delle crisi era avvenuto prima dei due anni, la terapia dietetica chetogenica (KDT) ha indotto la libertà dalle crisi in un terzo dei bambini. Un avvio più precoce della dieta e varianti in geni non legati a canali ionici sono stati associati a risultati migliori, mentre il rapporto lipidico‑non‑lipidico non differiva tra i gruppi liberi da crisi e non controllati. Gli eventi avversi erano frequenti, prevalentemente gastrointestinali, e raramente hanno causato l’interruzione della terapia.

Studio e risultati

Gli autori hanno analizzato retrospettivamente le cartelle cliniche di 117 bambini con DEE che hanno iniziato la KDT tra il 2016 e il 2023 in quattro ospedali pediatrici cinesi; 90 soddisfacevano i criteri di inclusione. L’età mediana all’esordio delle crisi era di 2 mesi e l’intervallo mediano fino all’avvio della KDT era di 8 mesi. Il test genetico ha identificato 30 geni patogeni, prevalentemente geni di canali ionici (54%). Dopo un follow‑up mediano, 31 bambini (34%) sono diventati liberi da crisi per almeno sei mesi (Grado 1), 19 (21%) hanno ottenuto una riduzione del 75‑<100% (Grado 2), 13 (14%) una riduzione del 50‑<75% (Grado 3) e 27 (30%) <50% (Grado 4). In totale, 50 bambini (56%) sono stati classificati come significativamente efficaci (Gradi 1 + 2). I bambini che hanno raggiunto la libertà dalle crisi avevano un intervallo più breve all’avvio della dieta (mediana 6 mesi vs 10 mesi nel gruppo non controllato) e una maggiore probabilità di portare varianti geniche non legate a canali ionici (61% vs 37%). Il rapporto lipidico‑non‑lipidico di mantenimento non differiva tra i gruppi liberi da crisi e non controllati (2,2 ± 0,7 vs 2,5 ± 0,7). Gli eventi avversi si sono verificati nel 66% dei partecipanti, prevalentemente sintomi gastrointestinali; il 14% ha interrotto la KDT per reazioni avverse.

Interpretazione clinica

I risultati indicano che la KDT può produrre una riduzione significativa delle crisi in una parte consistente di neonati con DEE genetica, soprattutto se introdotta precocemente dopo l’esordio delle crisi. L’assenza di correlazione tra rapporti lipidici più alti e libertà dalle crisi suggerisce che un livello massimo di chetosi non è indispensabile per l’efficacia in questa popolazione. La risposta più elevata nei bambini con varianti geniche non legate a canali ionici (ad es. STXBP1) supporta l’ipotesi che la modulazione metabolica sia più efficace quando la patogenesi non è direttamente dovuta a disfunzioni di canali. Il disagio gastrointestinale è l’effetto collaterale più frequente, ma la maggior parte dei bambini rimane in terapia, indicando che una titolazione graduale e standardizzata della dieta può ridurre l’intolleranza.

Limiti e questioni aperte

Il disegno retrospettivo limita l’inferenza causale; fattori non misurati come farmaci antiepilettici concomitanti o variazioni nell’applicazione della dieta potrebbero influenzare i risultati. Le dimensioni del campione per le analisi geniche individuali sono ridotte, impedendo conclusioni solide sulla risposta specifica per genotipo. Non sono stati riportati gli esiti neuro‑sviluppativi a lungo termine, lasciando incerta la traduzione del controllo delle crisi in benefici funzionali. Sono necessari studi prospettici, controllati, con protocolli KDT standardizzati e follow‑up sistematico dei traguardi di sviluppo per definire il timing ottimale, i rapporti lipidici ideali e le indicazioni basate sul genotipo.

Fonte

Song TY, Deng J, Chen CH, Wang XH, Tian XJ, Wu ML, et al. [Effectiveness and tolerability of ketogenic diet therapy in children with genetic developmental and epileptic encephalopathy onset within 2 years of age]. Zhonghua Er Ke Za Zhi. 2026;64(10):1130-1136. doi: 10.3760/cma.j.cn112140-20260601-00420. PMID: 42742013.

PubMed DOI