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Ketogenic diet reduces ethanol intake in young adult female mice

Research Note
Study designPreclinical / mechanistic
Population / speciesMouse
Evidence statusNo clinical efficacy evidence

In female OF1 mice, adolescent exposure to a ketogenic diet did not impair locomotion, anxiety‑like behavior, or aversive memory, but improved spatial memory and lowered ethanol consumption in young adulthood, accompanied by alterations in several neurotransmitter‑related genes.

Study and findings

The authors conducted two experiments in female OF1 mice. In Experiment 1, mice received either a classical ketogenic diet (high fat, low carbohydrate) or a standard control diet from post‑natal day (PND) 25 to PND 48. Behavioral testing showed no differences between groups in open‑field locomotion, elevated‑plus‑maze anxiety‑like measures, or fear‑conditioning aversive memory. In contrast, mice on the ketogenic diet performed better on a hippocampus‑dependent spatial memory task. Gene‑expression analysis of hippocampal tissue identified diet‑related changes in Adora2a, Opmr1, Drd1, Cnr1 and Il‑6. In Experiment 2, the same dietary regimen (PND 39‑82) was followed, after which ethanol intake was measured using the Drinking‑in‑the‑Dark (DID) protocol and an operant self‑administration task. Both paradigms revealed a significant reduction in ethanol consumption in the ketogenic‑diet group. This behavioral effect coincided with altered expression of Crhr1, Drd2, Adora2a and Adora1 in brain regions implicated in reward.

Clinical interpretation

The data suggest that, in female mice, adolescent exposure to a ketogenic diet can attenuate later ethanol drinking without disrupting core developmental behaviors. The preservation of locomotor activity and anxiety‑like responses indicates that the diet does not produce gross neurobehavioral toxicity. Enhanced spatial memory may reflect diet‑induced modulation of hippocampal function, consistent with the observed up‑regulation of genes such as Drd1 and Cnr1 that influence synaptic plasticity. The concurrent down‑regulation of Crhr1 and Drd2, receptors involved in stress and dopaminergic reward pathways, provides a plausible mechanistic link to the reduced ethanol intake. While these findings are preclinical, they support the hypothesis that ketogenic metabolic states could modulate neural circuits governing alcohol‑related reward, particularly in females, a population previously under‑studied.

Limitations and open questions

The study is limited to a single mouse strain and to female subjects; extrapolation to males or to other genetic backgrounds is uncertain. Only behavioral and gene‑expression endpoints were examined; protein levels, neurotransmitter concentrations, and functional circuit activity were not measured. The ketogenic diet was administered continuously, so the relative contribution of macronutrient composition versus ketosis per se remains unresolved. Moreover, the ethanol‑drinking paradigms used model binge‑type intake rather than chronic dependence, limiting relevance to long‑term alcohol use disorders. Future work should test whether the observed effects persist after diet withdrawal, assess dose‑response relationships, and explore translational potential in human adolescent populations.

Source

Torres-Rubio L, Mellado S, Montagud-Romero S, Pascual M, Rodríguez-Arias M. From diet to drinking behavior: Ketogenic diet decreases ethanol intake in young adult female mice. Behav Brain Res. 2026;516:116465. doi: 10.1016/j.bbr.2026.116465. PMID: 42700934.

Nota di ricerca
Disegno dello studioPreclinico / meccanicistico
Popolazione / specieTopo
Stato dell’evidenzaNessuna evidenza di efficacia clinica

Nei topi OF1 femmina, l'esposizione adolescenziale a una dieta chetogenica non ha compromesso la locomozione, il comportamento ansioso o la memoria avversiva, ma ha migliorato la memoria spaziale e ridotto l'assunzione di etanolo in giovane età adulta, con modifiche dell'espressione di diversi geni legati ai neurotrasmettitori.

Studio e risultati

Gli autori hanno condotto due esperimenti su topi OF1 femmina. Nell'Esperimento 1, i topi hanno ricevuto una dieta chetogenica classica (alta percentuale di grassi, basso contenuto di carboidrati) o una dieta di controllo standard dal giorno post‑natalizio (PND) 25 al PND 48. I test comportamentali non hanno mostrato differenze tra i gruppi in termini di locomozione in campo aperto, comportamento ansioso nel labirinto a braccio elevato o memoria avversiva nella paura condizionata. Al contrario, i topi alimentati con la dieta chetogenica hanno ottenuto risultati migliori in un compito di memoria spaziale dipendente dall'ippocampo. L'analisi dell'espressione genica del tessuto ippocampale ha evidenziato modifiche in Adora2a, Opmr1, Drd1, Cnr1 e Il‑6. Nell'Esperimento 2, lo stesso regime dietetico (PND 39‑82) è stato seguito, dopodiché è stato valutato il consumo di etanolo mediante il protocollo Drinking‑in‑the‑Dark (DID) e un compito di auto‑somministrazione operante. Entrambi i paradigmi hanno mostrato una riduzione significativa dell'assunzione di etanolo nel gruppo con dieta chetogenica. Questo effetto comportamentale è stato associato a variazioni nell'espressione di Crhr1, Drd2, Adora2a e Adora1 in regioni cerebrali coinvolte nella ricompensa.

Interpretazione clinica

I dati suggeriscono che, nei topi femmina, l'esposizione adolescenziale a una dieta chetogenica può attenuare il consumo successivo di etanolo senza compromettere i comportamenti di sviluppo fondamentali. La conservazione della locomozione e delle risposte ansiose indica che la dieta non provoca tossicità neurocomportamentale evidente. Il miglioramento della memoria spaziale potrebbe riflettere una modulazione della funzione ippocampale indotta dalla dieta, coerente con l'aumento dell'espressione di geni come Drd1 e Cnr1, noti per influenzare la plasticità sinaptica. La contemporanea riduzione di Crhr1 e Drd2, recettori coinvolti nei percorsi di stress e nella ricompensa dopaminergica, fornisce un possibile legame meccanistico con la diminuzione dell'assunzione di etanolo. Sebbene si tratti di evidenze precliniche, i risultati supportano l'ipotesi che uno stato metabolico chetogenico possa modulare i circuiti neurali della ricompensa alcolica, in particolare nelle femmine, una popolazione finora poco studiata.

Limiti e questioni aperte

Lo studio è limitato a una singola linea di topi e a soggetti femmina; l'estensione dei risultati a maschi o a altri background genetici rimane incerta. Sono stati valutati solo parametri comportamentali ed espressione genica; non sono stati misurati i livelli proteici, le concentrazioni di neurotrasmettitori né l'attività funzionale dei circuiti. La dieta chetogenica è stata somministrata in modo continuo, perciò il contributo relativo della composizione dei macronutrienti rispetto alla chetosi stessa non è stato chiarito. Inoltre, i paradigmi di consumo di etanolo utilizzati modellano un'assunzione tipo binge più che una dipendenza cronica, limitando la rilevanza per i disturbi da uso di alcol a lungo termine. Ricerche future dovrebbero verificare la persistenza degli effetti dopo la sospensione della dieta, valutare relazioni dose‑risposta e indagare la potenziale traduzione in popolazioni umane adolescenti.

Fonte

Torres-Rubio L, Mellado S, Montagud-Romero S, Pascual M, Rodríguez-Arias M. From diet to drinking behavior: Ketogenic diet decreases ethanol intake in young adult female mice. Behav Brain Res. 2026;516:116465. doi: 10.1016/j.bbr.2026.116465. PMID: 42700934.

PubMed DOI