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Ketone Ester Supplementation Did Not Enhance Performance, Cognition, or Sleep in an 8‑Day Simulated Cycling Race

Research Note
Study designRandomized clinical trial
Population / speciesHuman
Evidence statusControlled clinical evidence

In a double‑blind, placebo‑controlled trial with eighteen trained cyclists, 25 g of a ketone monoester taken after each stage and before sleep failed to improve recovery, cognitive markers, sleep quality, or endurance performance during an 8‑day simulated stage race.

Study and findings

Eighteen well‑trained cyclists were allocated to either a ketone monoester (KE) group (n=8) or a taste‑matched placebo (CON) group (n=10) in a parallel, double‑blind design. Over eight consecutive days, participants completed a simulated stage race while receiving 25 g of KE immediately after each stage and 30 minutes before bedtime. Primary outcomes included heart‑rate response, a 30‑minute time‑trial performance, mechanical efficiency at 200 W, substrate oxidation, sleep metrics, and muscle biopsy markers. The race induced expected fatigue: peak heart rate fell by roughly 11 bpm and time‑trial power declined by about 3 % across both groups. In the KE group, mechanical efficiency at 200 W decreased and fat oxidation increased by 120 % relative to baseline, an interaction that reached statistical significance (p=0.028). No differences were observed between KE and CON for sleep duration or quality, dietary intake, or skeletal‑muscle biochemical markers (p>0.05).

Clinical interpretation

The data suggest that, under the conditions tested, acute ketone monoester supplementation does not confer measurable advantages for recovery of aerobic performance, cognitive function, or sleep during prolonged multi‑day endurance effort. The observed reduction in mechanical efficiency and the marked rise in fat oxidation in the KE arm may reflect a metabolic shift toward ketone utilization that does not translate into performance preservation. Because both groups experienced comparable declines in heart‑rate and time‑trial output, KE cannot be considered an effective strategy to attenuate the physiological strain of consecutive endurance stages.

Limitations and open questions

The sample size was modest, limiting statistical power to detect small effects, especially for sleep and cognitive outcomes that were not directly quantified beyond self‑report. The study relied on a single dose (25 g) and timing regimen; alternative dosing strategies might yield different metabolic responses. Moreover, the abstract does not detail the specific cognitive tests employed, preventing assessment of subtle neurocognitive changes. Future investigations should incorporate larger cohorts, objective neurocognitive assessments, and explore dose‑response relationships to clarify whether ketone esters can meaningfully influence recovery or performance in multi‑day endurance contexts.

Source

Engelbrecht L, Lauriks W, Robberechts R, Stalmans M, Ramaekers M, Terblanche E, et al. Ketone Ester Intake Did Not Improve Performance, Neither Cognitive Function or Sleep, During an 8-Day Simulated Cycling Race. Med Sci Sports Exerc. 2026. doi: 10.1249/mss.0000000000004119. PMID: 42658808.

Nota di ricerca
Disegno dello studioTrial clinico randomizzato
Popolazione / specieUmano
Stato dell’evidenzaEvidenza clinica controllata

In uno studio doppio cieco, controllato con placebo, su diciotto ciclisti allenati, 25 g di un estere chetonico monoesterico assunto dopo ogni tappa e prima del sonno non hanno migliorato il recupero, i parametri cognitivi, la qualità del sonno o le prestazioni di resistenza durante una gara ciclistica simulata di 8 giorni.

Studio e risultati

Diciotto ciclisti ben allenati sono stati assegnati in modo randomizzato a un gruppo che ha ricevuto un estere chetonico monoesterico (KE, n=8) o a un gruppo placebo a gusto identico (CON, n=10) in uno studio parallelo, doppio cieco. Per otto giorni consecutivi i partecipanti hanno completato una gara ciclistica simulata, assumendo 25 g di KE subito dopo ogni tappa e 30 minuti prima di coricarsi. Gli esiti primari comprendevano la risposta della frequenza cardiaca, la prestazione in un test di 30 minuti, l’efficienza meccanica a 200 W, l’ossidazione dei substrati, i parametri del sonno e i marcatori muscolari da biopsia. La gara ha indotto la fatica attesa: la frequenza cardiaca di picco è diminuita di circa 11 bpm e la potenza nel test di 30 minuti è calata di circa il 3 % in entrambi i gruppi. Nel gruppo KE si è osservata una riduzione dell’efficienza meccanica a 200 W e un aumento dell’ossidazione dei grassi del 120 % rispetto al basale, con interazione statisticamente significativa (p=0.028). Non sono emerse differenze tra KE e CON per durata o qualità del sonno, apporto dietetico o marcatori biochimici muscolari (p>0.05).

Interpretazione clinica

I risultati indicano che, nelle condizioni testate, l’integrazione acuta di estere chetonico monoesterico non fornisce vantaggi misurabili nel recupero della prestazione aerobica, nella funzione cognitiva o nella qualità del sonno durante uno sforzo di resistenza prolungato su più giorni. La riduzione dell’efficienza meccanica e l’aumento marcato dell’ossidazione dei grassi nel gruppo KE suggeriscono un cambiamento metabolico verso l’utilizzo dei chetoni, ma senza tradursi in una conservazione della prestazione. Poiché entrambi i gruppi hanno mostrato decrementi simili di frequenza cardiaca e potenza, il KE non può essere considerato una strategia efficace per attenuare lo stress fisiologico di tappe consecutive.

Limiti e questioni aperte

Il numero di partecipanti è limitato, riducendo la potenza statistica per rilevare effetti di piccola entità, soprattutto per gli esiti legati al sonno e alla cognizione, che non sono stati valutati con misure oggettive ma solo tramite auto‑valutazione. Lo studio ha utilizzato una singola dose (25 g) e un unico schema temporale; dosaggi o tempi diversi potrebbero produrre risposte metaboliche differenti. Inoltre, l’abstract non specifica i test cognitivi impiegati, impedendo di valutare cambiamenti neurocognitivi sottili. Studi futuri dovrebbero includere coorti più ampie, valutazioni cognitive oggettive e indagare la relazione dose‑risposta per chiarire se gli esteri chetonici possano influenzare in modo significativo il recupero o la prestazione in contesti di endurance multi‑giornaliera.

Fonte

Engelbrecht L, Lauriks W, Robberechts R, Stalmans M, Ramaekers M, Terblanche E, et al. Ketone Ester Intake Did Not Improve Performance, Neither Cognitive Function or Sleep, During an 8-Day Simulated Cycling Race. Med Sci Sports Exerc. 2026. doi: 10.1249/mss.0000000000004119. PMID: 42658808.

PubMed DOI